UMBRIA: LAUDATO SÌ PER NOSTRO SIGNOR VINO

 

La puntata si avvia allo Speco di Narni dove la roccia si spacca e c’è l’antico altare di Frate Francesco. È con questo sfondo che si introduce la storia del vino in Umbria: presente e futuro si delineano in questo viaggio alle radici delle vino e del racconto storico-culturale di questo mondo.

La prima tappa del percorso alla scoperta del mondo vitivinicolo umbro è Montefalco nel complesso museale di San Francesco dove tutto, affreschi compresi, parla di vino. Qui con Filippo Antonelli, il signore del Sagrantino, si racconta l'evoluzione di questo vitigno autoctono, da cui un tempo si otteneva solo un passito, il vino delle feste comandate, forse il vino dei frati, divenuto poi un rosso di caratura internazionale.

Con Antonelli si parla anche di Trebbiano, il Trebbiano Spoletino, altro vitigno autoctono e dell’affascinante vinificazione in anfora.

Vitigni autoctoni e viticoltura internazionale: bagaglio di esperienza per un giovane produttore come Giovanni Cenci incontrato a San Biagio della Valle, frazione del comune di Marsciano, nella zona di Perugia. Giovanni Cenci, vignaiolo per naturale prosecuzione familiare, visto che i Cenci producono uva da quattro generazioni, si è fatto le ossa a Saint Emilion (Bordeaux) e racconta quanto la scuola francese gli abbia insegnato nel suo modo di vinificare.

Con  Marco Simonit a lezione in vigna per parlare di varie forme di allevamento. Dal Guyot all’Alberello.

A Cannara il viaggio nella cultura del vino è attenzione alla sostenibilità come testimonia l’incontro con l’enologo-vignaiolo Roberto Di Filippo, che lavora – nel biologico - la sua terra della vigna con i cavalli. Un impatto ambientale ideale per i vitigni della nuova Umbria, terra conosciuta per i suoi rossi ma che regala bianchi eccezionali come Grechetto e Trebbiano.

Isabella Perugini racconta a Marsciano Monte Vibiano lungo l’antica via dei pellegrini e degli eserciti la storia di una famiglia che fa il vino da secoli come testimonia una donna del vino: Maria Camilla Fasola Bologna.

Nella zona di Spoleto arriva la testimonianza di Giovanni Campanella che racconta il calo delle presenze dei turisti e il danno economico causato dal recente terremoto in questo cuore verde italiano dove l’enoturismo sta riprendendo.

La ricerca è alla base del successo del nostro vino. Come spiega l’incontro con Riccardo Aversano, del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, dove viene studiato il dna della vite e il potenziale enologico della biodiversità dell’uva patrimonio d’Italia.

Un patrimonio anche storico artistico: costeggiando il Tevere il viaggio di Marcello Masi e Rocco Tolfa  raggiunge il  Castello della Sala, antico maniero medioevale del Conte della Vipera, oggi custode di uno dei vanti della zona di Orvieto, i muffati, i vini bianchi attaccati da muffa nobile, in un piccolo regno per il bianco da invecchiamento.

Con  Renzo Cotarella Marcello e Rocco entreranno nei segreti del terroir orvietano, triangolo magico tra Umbria-Toscana-Lazio particolare ed unico, per comprendere quanto sia influenzato dal tufo, dal Tevere, dalla memoria etrusca.

Dopo la testimonianza di Emanuele Bizzi, presidente del Consorzio Tutela dei vini Doc del Trasimeno l’incontro con Don Davide il Padre del Sagrantino, Padre Davide Tononi sulla strada del Sagrantino, il vitigno principe di Montefalco. Arriva qui il personaggio della puntata, il cuoco Giorgione che racconta le emozioni dell’Umbria partendo dalla terra per arriva al piatto.

Isabella Perugini incontra Peter Heilbron il vicepresidente del Consorzio dei Vini di Montefalco, che ci propone riflessioni sui vitigni tipici umbri. Il vino che qui ha una storia di oltre duemila anni si fa nell’ambiente che deve essere rispettato spiega Giovanni Dubini a Rocca Ripesena, nell’orvietano.

Carlo Cambi è infine il narratore di questa terra sacra del vino, di una puntata umbra che si chiude, come di consueto, al tavolo di un ristorante con le ultime considerazioni sull’Umbria, definita il cuore verde d’Italia.

IL PROGRAMMA

Dal 27 ottobre ha ripreso il via su Rai2, alle 17.10, la quarta serie di SIGNORI DEL VINO: dieci puntate in compagnia di Marcello Masi e Rocco Tolfa alla scoperta delle realtà enologiche regionali, dei vitigni tradizionali italiani e dei loro territori di eccellenza.
 

In questa serie verranno introdotti dei racconti di opere artistiche legate al mondo del vino. Con viaggi nei musei, o visita ad opere monumentali. Una particolare attenzione verrà rivolta verso quelle cantine che rappresentano dei veri e propri capolavori paesaggistici e architettonici.

 

Un nuovo segmento del programma sarà dedicato agli oggetti legati al mondo del vino alle loro funzioni ed al modo in cui vengono realizzati. Il vino verrà presentato anche come elemento essenziale della cultura materiale e verranno esplorati i suoi legami con la cucina.

 

Il programma è realizzato a fronte di una convenzione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo.

 

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