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Testata Giornalistica Borghi d'Europa, registrata il 21/05/2019 presso il Tribunale di Treviso, N° Iscrizione 276. Direttore Responsabile: Giorgio Vizioli, Tessera Gionalista N° 171844

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ITALIAN TASTE SUMMIT IL VINO ITALIANO ALLA CONQUISTA DEI MERCATI ESTERI

2021-07-19 12:59

Admin

News,

ITALIAN TASTE SUMMIT IL VINO ITALIANO ALLA CONQUISTA DEI MERCATI ESTERI

Quando si parla di resilienza. Anche nel quadro drammatico di quella che è stata (e continua a essere) una tragedia di proporzioni epocali, per il vin

Quando si parla di resilienza. Anche nel quadro drammatico di quella che è stata (e continua a essere) una tragedia di proporzioni epocali, per il vino italiano, dal punto di vista strettamente commerciale, il contesto prodotto dalla pandemia rappresenta un’occasione unica per conquistare ulteriori quote sui mercati esteri. Peraltro, lo stesso 2020 si è chiuso meno peggio che per i nostri competitor: un calo del 2,4%, paragonato alla diminuzione del 3,4% Fatta e me il -10,8% rispettivamente di Francia e Spagna. Con un valore globale che ha sfiorato i 6,3 miliardi di euro, l’Italia è tornata a essere il primo esportatore negli Stati Uniti e ha consolidato la propria posizione di leadership in Germania, Svizzera e Russia.

Di tutto questo si è ragionato a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, nel corso di una Tavola Rotonda organizzata nella cornice della quarta edizione di Italian Taste Summit, evento di contatto business to business organizzato da Joanna Miro, AD del Gruppo Wine Global Aspect, al quale hanno partecipato oltre cinquanta produttori di tutta Italia e importanti operatori e opinion leader internazionali.

Il marchio Italia costituisce effettivamente un grande valore aggiunto per il vino italiano, ma non è sufficiente a crescere sui mercati esteri: “La pandemia ha provocato in tutti noi un immane trauma, di fronte al quale siamo in cerca di certezze e valori stabili. Se vogliamo valorizzare commercialmente questa situazione, la risposta si chiama Experience Design, ha spiegato Joanna Miro introducendo la discussione.

“Il senso di disorientamento, paura e calo di fiducia da parte dei consumatori sta influenzando profondamente le modalità di consumo, ha proseguito, e in questo nuovo contesto il semplice storytelling non basta più, come è sufficiente che un vino sia buono o di qualità”.

“Rispetto al passato, ha sottolineato Vincenzo Russo, professore di Neuromarketing all’Università IULM di Milano, troviamo un profondo desiderio di socialità: bisogna sempre stare attenti alle tendenze di consumo e declinare le strategie in base a quello che emoziona maggiormente il nostro cervello. Le persone che sono più coinvolte dal punto di vista emozionale creano legami più profondi con l’azienda e con i suoi prodotti”.

Trovare le vie giuste per acquisire quote sui mercati stranieri non  è facile ma è più importante che mai: “La pandemia insegna che i cambiamenti sono inevitabili, ha confermato Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, e dimostra che le abitudini di consumo e acquisto possono mutare assai velocemente: occorre quindi e elaborare strategie sempre nuove ed efficaci, perché la qualità dei prodotti deve essere accompagnata da un marketing bene organizzato”. 

In quale modo? Tutto conta: dall’estetica e dai contenuti del sito internet aziendale alla comunicazione su social network e media tradizionali, dall’offerta multicanale al commercio online, dalla logistica all’accoglienza in cantina, fino alla presentazione della bottiglia e dell’etichetta.

“Sarà importante anche valorizzare la visibilità che deriverà da eventi straordinari come le prossime Olimpiadi Milano-Cortina, ha sottolineato Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino della Lombardia, che saranno una opportunità imperdibile per comunicare e fare conoscere il territorio, non solo limitatamente delle regioni in cui le competizioni si svolgeranno”.

Tutto ciò senza dimenticare un altro aspetto che rientra tra quelli sposati dall’Experience Design: la visita in cantina: “Un’esperienza positiva e coinvolgente nelle cantine, ha spiegato Daniele Cavicchioli, professore di Economia Agroalimentare all’Università degli Studi di Milano, contribuisce ad aumentare la percezione della qualità del vino, la fidelizzazione e la ripetizione dell’acquisto, e questo si può rivelare un elemento essenziale per il rilancio delle piccole-medie imprese vitivinicole italiane, anche nella prospettiva dell’export”.

 

Giorgio Vizioli

 

 

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